|
BERLUCCHI NOBILI BOLLICINE E PREZIOSO FRANCOBOLLO |
|
|
|
|
Scritto da Enoeusto
|
|
sabato 30 ottobre 2010 |
Ricevo da Francesco Ziliani, il patron della Guido Berlucchi di Borgonato di Cortefranca (Brescia) questa bella notizia, un francobollo dedicato alla loro azienda. Qui di seguito il messaggio.«Siamo molto onorati, tutti noi della Guido Berlucchi, del privilegio che il Ministero dello Sviluppo Economico e Poste Italiane ci riservano con l’emissione del francobollo dedicato alla nostra azienda quale espressione del made in Italy.Qualcuno mi ha definito “pioniere delle bollicine di Franciacorta”.È vero che una certa attitudine alla sfida ha giocato un ruolo fondamentale nell’avventura della Guido Berlucchi, ma la casualità e la vocazione umana unica del territorio dove ho la fortuna di vivere e lavorare sono state ancor più decisive.La nostra avventura ha avuto inizio intorno alla metà degli Anni ’50 del secolo scorso in Franciacorta, terra di colline moreniche a Sud del lago d’Iseo, a quei tempi area economicamente arretrata dove nascevano vini bianchi e rossi dalle limitate ambizioni qualitative.
A Borgonato di Corte Franca, nello storico palazzo Lana, viveva Guido Berlucchi, gentiluomo di campagna discendente della nobile famiglia Lana de’ Terzi. Berlucchi produceva un vino bianco, il Pinot del Castello, ottenuto dalle uve dei vigneti che circondavano il piccolo maniero di sua proprietà sulla collina che guarda il palazzo e le storiche cantine interrate.Un comune amico ci fece incontrare: Berlucchi abbisognava di supporto per migliorare quel vino e io, enotecnico fresco di diploma, ero alla ricerca di nuove esperienze.Fu un appuntamento fortunato, risolsi l’inconveniente tecnico che affliggeva il Pinot e confidai a Berlucchi il mio sogno: produrre in Franciacorta un metodo classico, vino raffinato che la rifermentazione in bottiglia arricchisce di profumi e bollicine, alla maniera dei francesi.A noi si unì poi Giorgio Lanciani, amico di Berlucchi, e nel 1954 nasceva la Guido Berlucchi & C.Con la vendemmia 1961 sigillammo le prime tremila bottiglie: i pochi, fortunati degustatori rimasero colpiti dall’eleganza di quel vino, che battezzai Pinot di Franciacorta.Questo primo successo mi convinse di essere nella direzione giusta, e mentre vivevo la crescita della Guido Berlucchi, assistevo a cambiamenti epocali in Franciacorta, determinati dalla passione per la qualità di tanti vignaioli.Ci eravamo posti l’obiettivo di produrre metodo classico dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, capace di diffondere il piacere di festeggiare, ma anche pasteggiare, con un marchio italiano: credo che ci siamo riusciti.La nostra azienda si è rinnovata nel tempo, ha sposato la ricerca e l’innovazione in vigna e in cantina, ma con la consapevolezza che nel nostro mondo l’elemento naturale è decisivo: il corso della natura si può favorire, assecondare, mai alterare.Oggi il futuro della Guido Berlucchi è nelle mani dei miei figli, eppure con orgoglio e compiacimento sento di avere tanti figli in Franciacorta: i vignaioli e gli imprenditori che con volontà, determinazione e comunione d’intenti hanno saputo trasformare questa terra nella zona eletta delle bollicine, portabandiera della qualità made in Italy nel mondo.Ringrazio il Ministero dello Sviluppo Economico e Poste Italiane per questa irripetibile opportunità che suggella l’impegno di un’azienda, di una terra e di tanti produttori, e brindo idealmente ai prossimi successi del vino italiano.Francesco ZilianiIl Presidente» |