Questo mio scritto non vale un articolo, ma uno sfogo. Ne ho bevuti di Ottavianello a iosa. Ma il mio giudizio su questo vino/vitigno non è stato mai entusiasmante (parere condiviso con qualche altro amico di bevuta) fino a quando non ho incontrato l’Ottavianello di Nicola Loparco dalla Slow Cisternino.
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Ieri tornando da Ceglie Messapica, chiamato da Raitre Puglia per un intervento in una trasmissione che andrà presto in onda, Nicola mi ha chiamato per visitare la vigna del suo SINCERO ottavianello. In molti caldeggiano l’ipotesi che sia il cinsault (o cinsaut) dei francesi del Sud e della Corsica e della Valle del Rodano. In Sudafrica è chiamato Hermitage. Ottavianello deriva da Ottaviano il comune del napoletano dove sarebbe giunto nel ‘700 dalla Francia. Poi è stato portato dal marchese di Bugnano nella zona di Brindisi a fine ‘800 e precisamente nella zona di San Vito dei Normanni a Nord di
Brindisi. Questa foto l’ho scattata nella vigna di ottavianello di Nicola Loparco. Il vino ha il carattere della rotondità, di un rosso rubino non molto intenso, orlo finemente purpureo, ma con sentori olfattivi molto decisi e delicati, leggermente aromatico, rivela delicati sentori di rosa e violetta, lampone di primo mattino. Se il Negramaro è una tela ad olio dei grandi manieristi salentini, l’Ottavianello vero è un bel quadretto dalle intense tinte pastello. Quello della bottiglia senza etichetta di Nicola con suo figlio vignaiolo sincero. A lato della vigna il Brunello di Cisternino. L'unico dispiacere è che è un vino per gli amici. Il vero vino, quello che non si vende ma si dona col cuore.
Aggiornamento del 18/08/2007 –Tratto da DE VINIS lug.-ago. 2007 pag. 24: Il pinotage è orgoglio e simbolo del Sud Africa vitivinicolo. Venne creato nel 1922 da Abraham Izak Perold incorciando il pinot nero con il cinsaut(hermitage), allo scopo di ottenere una varietà che presentasse l’eleganza organolettica del primo ele caratteristiche di rusticità, resistenza al secco e alle malattie del secondo; attualmente se ne coltivano circa 6.500 ettari nelle zone dimostratesi più vocate all’ottenimento di un prodotto di qualità.
PENSIERI AD ALTA VOCE - del 18/08/2007 alle 15.16 Vari sono gli autoctoni in "ello", sussumaniello ancora nel brindisino e antinello nel sudest barese, a Conversano, ormai in estinzione. Un vino bianco con delicate note aromatiche. Chissà cosa renderebbe se fosse riscoperto dall'enologia di qualità? Penso a una nuova sfida da riscoprire dapprima in vigna!
Aggiornamento del 12/10/2007 - Sono stato da Nicola Loparco ieri al termine del corso sul Turismo del vino a Cisternino. Ho degustato en primeur (da contenitore in acciaio) il nuovo ottavianello (millesimo 2007), fine ma troppo alcolico, un taglio con il 2006 gli gioverà. Scherzando, ma non troppo, gli ho detto di dargli un nome ed ho pensato a Vero-nello, in omaggio al Maestro al plurale, mot-valise fra Vero(nelli) e (anti)nello.