Scusatemi se vi annoio e ritorno sull’argomento Ziliani, ma quando leggo lezioni di alta democrazia sono tutt’orecchi e non posso non ripropinarvela – ce n’è per tutti - grazie a questo link dal blog dell’ottimo Ziliani http://vinoalvino.org/blog/2011/10/ancora-sugli-esagitati-del-web-lettera-aperta-ad-intravino.html la cosa più mortificante è che nello stesso momento in cui sul web leggevo le parole sofferte di questo grande ospite – in più occasioni – della Terra e della Gente oltre che dei Vignaioli e della Puglia (intesa anche come Istituzione Regione Puglia), ero intento su Telenorba Verde a vedere il 45° Convegno Ais a Lecce e chi ti spunta? Proprio lui il signor Franco Ziliani mentre guadagnava spazi tra le prime file per scattare una foto, magari a corollario di un articolo sul prossimo numero di De Vinis (rivista ufficiale Ais) o sul blog dell’Ais (http://www.aisitalia.it/blog.aspx) dove riportare le sue impressioni di una Puglia splendida di qui e di là che lui, per carità, sempre in punta di penna, perfettamente descrive dopo gli eventi. Eppure l’Ais è una cosa seria, il presidente Antonello Maietta ne è l’emblema, un grande e vero professionista che ha avuto parole sincere e uniche verso il territorio, di stima reale verso l’operato dell’assessore regionale Dario Stefàno, del suo impegno instancabile per far crescere questa Terra.
E per averne contezza basta rivedere la registrazione con le parole di Stefàno (paradossalmente anche qui http://vinoalvino.org/blog/2011/10/con-dario-stefano-il-sistema-agroalimentare-della-puglia-e-in-ottime-e-appassionate-mani.html) e poi il suo instancabile impegno verso la crescita di una regione che ormai è in salita esponenziale in fatto di qualità di vini e non solo, in un momento in cui la crisi attanaglia tutti gli imprenditori, dove a Sud si soffre chissà perché di più che altrove, Stefàno e il suo grazie ai vignaioli di Puglia, la sua passione, la difesa del Rosato eccetera eccetera e poi lo stupore raggelante per tutti coloro che hanno letto questo a firma del Signor Ziliani Franco sul commento al post di Intravino appena rifatte le valige da Lecce per la Lombardia “che ci azzecca, il Primitivo di Manduria Es 2009 di Gianfranco Fino, che ho incrociato nei giorni scorsi in quel di Lecce, con vini veramente straordinari come il Barolo Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola-Salvioni, il Bolgheri Sassicaia 2008 di Tenuta San Guido?”Caro Signor Franco, Lei è libero di scrivere e di pensare ciò che vuole, l’invito è invece solo alla coerenza, e certe cose scritte in un certo modo, detto da un semplice pugliese come me a un bergamasco DOP com’è lei, valgono l’onta di una sfida. Già Barletta ne ebbe una (13 febbraio 1503), il buon Ettore Fieramosca è negli annali. Lei e il suo esercizio di indiscutibile democrazia mediatica lo faccia sempre e comunque. Pontifichi come vuole nel rispetto degli altri però e delle sue funzioni, e sappia comunque che qui in Puglia Lei è sempre accetto, magari proprio per una disfida a suon di vini. Ci dica la sua squadra. Qui con noi, non se ne dispiaccia, c'è l’ES di Gianfranco Fino e gli altri che Lei nemmeno tanto tempo fa era chiamato a osannare in eventi che l’hanno vista e resa protagonista. Sono veri anche quei vini e altri che magari per sua sfortuna non conosce o che non meritano le sue fauci. Sono comunque tutti qui, dove c’è il sole, una terra ineguagliabile, non le dico l’influenza del mare che inoltre ci ha portato, in tempi andati, vitigni come il Negroamaro, ma anche il Primitivo, il Nero di Troia e altri cavalli di razza che lei conosce e il suo democratico e disinteressato giudizio davvero l’aspettano. Siamo pronti. Al Guy de la Motte (un vecchio franco contestatore) non andò bene. C’è sempre un momento per la rivincita e se va male il consiglio oggi come allora resta quello di tante scuse e un brindisi riparatorio, ma per carità non c’imponga il vino, per favore almeno quello, a casa nostra, lo lasci decidere democraticamente a noi. |