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Il noto Rosato da (salasso) di Primitivo di Casa Renzini (Albea), pochi giorni fa, a Montecarlo ha meritato il primo premio, a livello europeo, per il miglior vino rosato. Davvero una bella sorpresa, ma non tanto per chi conosce le peculiarità splendide di questo Rosato, il “Petrarosa”,IGP Primitivo, già ormai apprezzato e conosciuto non solo intramoenia, in Puglia. Un vino che è un cavallo di razza della scuderia Renzini che ha recentemente meritato anche il “Diploma di Merito” al I Concorso Enologico Nazionale “Vini Rosati d’Italia” conclusosi il 5 maggio scorso a Otranto.
E Renzini, proprio lui, Mastro Dante è stato premiato con lo “Spino Fiorito d’Oro” come imprenditore dell’anno nel Castello Malaspina di Massa, durante la 7ª edizione della rassegna enogastronomica che dà il nome al premio, il primo maggio scorso, nella Sala di rappresentanza del maniero. Proprio nel giorno della festa dei lavoratori, a Renzini sono state riconosciute la capacità professionale e le doti umane che lo hanno portato a promuovere e difendere, anche contro una certa criminalità, una terra non sua, ma a lui cara: la Puglia. In particolare, Renzini ha ottenuto il riconoscimento per aver salvato e fatto crescere la Cantina-Museo Albea di Alberobello (Ba), come illustra la motivazione del premio: “Imprenditore che ha recuperato e rilanciato una realtà vitivinicola in forte abbandono, dovendo affrontare situazioni difficili non solo di tipo territoriale ma anche di tipo culturale”. Davvero un bel riconoscimento per Albea, Renzini che premia anche il lavoro dell’enologo di Cantina Claudio Sisto (consulente Riccardo Cotarella). Al ricevimento dello Spino Fiorito d’Oro, Renzini ha ringraziato la Commissione e ha espresso il suo compiacimento: «Questo premio ha un alto valore e io non so se l’ho meritato. Certamente il lavoro svolto nella Cantina, nonostante la sua posizione, è stato complesso, anche a causa dei problemi di ristrutturazione e dei suoi notevoli costi dovuti ai particolari accorgimenti imposti, poiché il paese è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Devo comunque ricordare anche l’impegno dei miei collaboratori per i quali sarà senz’altro un prestigio lavorare per un’Azienda premiata. Personalmente mi sento incentivato dal riconoscimento a continuare e a rendere la Cantina sempre più un’ideale cornice dei nostri prodotti e un punto di riferimento per tutti, compresi gli studenti delle Università all’estero, grazie alle sale di degustazione e per convegni. Quanto alla nostra produzione, di nicchia, porteremo una ventata di novità con lo spumante, allo studio, a base di Fiano Minutolo».
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