|
 Ricevo e piacevolmente pubblico questa testimonianza del mio compagno di viaggio in Friuli, il molisano giornalista del cibo (critico della Guida dei Ristoranti de L’Espresso) Fabio Riccio. Non solo vino e prosciutto per Aria di festa, ma anche “Cooking school” buff ett interattivo nell'agriturismo La Casa rossa ai colli di San Daniele del Friuli.
LEGGETE UN PO’ - Ricordate Aria di Festa, la gran kermesse di inizio estate organizzata ogni anno dal consorzio del prosciutto di San Daniele proprio nella bella cittadina friulana? www.ariadifesta.it
Ebbene il sottoscritto era lì, a godersi la 28esima edizione tra visite di prosciuttifici, intermezzi culturali e musicali, degustazioni di vini e varie tornate di assaggi, tutte all'insegna del famoso prosciutto friulano. Meglio ancora venerdì 22 giugno, all'agriturismo La Casa rossa di San Daniele del Friuli. www.casarossaaicolli.it dove si svolgeva la “Cooking school” buffett interattivo.
Reduce dalla affascinante visita alla scuola dei mosaicisti del Friuli www.scuolamosaicistifriuli.it, e armato sia del regolamentare badge che mi apriva tutte le porte, che del migliore appetito possibile, inizio a girovagare tra i tavoli dei produttori di vino del concorso Friulano&friends, e tra quelli (per me...) ancor più invitanti dei vari partecipanti al buffet interattivo. In cosa consiste la Cooking School? Molto semplice: alcuni chef friulani di rango, colti da un improvviso impeto di generosità, hanno deciso di togliere il velo ai segreti di alcuni loro piatti. Bene direte voi, anzi meglio. Ma non paghi di tutto questo, i nostri bravi chef hanno arruolato come discepoli o meglio ancora come aiutanti-baccellieri molti giornalisti o addetti ai lavori presenti alla manifestazione. Il gioco funziona fin da subito molto bene. Realizzare “dal vivo” goloserie portatili citando dal finger food a preparazioni più convenzionali è cosa coinvolgente. In giro e dietro i banchi oltre alla “creme” della ristorazione friulana, ci sono volti noti e meno noti dal web e dalla carta stampata, ansiosi di apparire al meglio in questo ruolo. Insomma... il sogno di tanti almeno per un pomeriggio si realizza: essere vice-aiuto-sostituti di uno chef di rango. Nel frattempo, a pochi passi dai banchi, chiusi in una stanza a doppia mandata, Daniele Cernilli e gli altri autorevoli giurati del Friulano&friends, sono ancora impegnatissimi con la scelta dei vini vincitori per le varie categorie. Nessuno li disturberà. Non avendo compiti così gravosi, quale il cucinare o assaggiare vini, inizio a bighellonare tra i tavoli. Cibo a parte, e visto che è l'occasione giusta, non mi nego anche il piacere di qualche calice dei vari friulani presenti con al seguito i produttori.
Tornando alla Cooking School (alias buffet interattivo), logicamente il filo conduttore è il Prosciutto di San Daniele. Pochi minuti e odori stuzzicanti iniziano a spandersi in sala. Davanti ai tavoli, piccoli capannelli di curiosi osservano il lavoro degli chef e dei loro aiutanti d'eccezione. C'è anche il risvolto della medaglia però... in più di un caso i volenterosi “aiutanti-baccellieri”, forse più a loro agio con tastiera e notes, strapazzano posate, mestoli e forchettoni, impugnandoli goffamente. In qualche piatto si avvistano fette di vari alimenti parecchio sbilenche. Per amor di patria tralascio il conteggio dei crolli di posate, e la cronaca delle sevizie subite da alcuni malcapitati ortaggi. In questa piacevole, creativa e gustosa baraonda, un tavolo attrae la mia attenzione: è quello dello chef Claudio De Stefano e del suo fido aiutante Raffaele Tonino del ristorante Il Platina di San Daniele, www.ilplatina.it Con un nome così blasonato un ristorante del genere ce lo si aspetta a Piadena (CR), dove Bartolomeo Sacchi, grande protogastronomo, detto appunto il Platina, ebbe i natali, invece sorprendentemente lo ritroviamo in Friuli. Va bene lo stesso, anzi meglio! Il bravo Chef De Stefano sfata immediatamente il mito del “dittatore in cucina”, e con pochi gesti, mette prontamente in riga i suoi due aiutanti d'eccezione: Massimo Roscia e Tindara Caccetta. Senza molti intoppi già dopo dieci minuti i due novelli vice-aiuto-sostituti chef entrano bene nella parte, sfornando (non solo metaforicamente!) il piatto che più ha illuminato le mie papille gustative. Parlo dei bocconcini di tonno appena scottati, e avvolti in un soave velo di prosciutto, logicamente un San Daniele stagionato a puntino. Aggiungete anche gli ottimi aromi usati (in primis l'aneto per il quale farei pazzie) e un tocchetto di ottima burrata, arrivata fresca fresca dalla Puglia, e il cerchio è bello che chiuso. Equilibrio, tecnica e carattere spiccato: un bel piatto senza alcun dubbio, bravo lo chef! Nel mentre addento il quinto bocconcino di fila, osservo il capannello formatasi davanti al tavolo; non devo essere stato il solo a pensarla così! Dopo 30 minuti di assalto, arriva l'esaurimento della materia prima: fine della degustazione, onestamente ne avrei mangiati molti di più. Per il vino, sfidando gli strali della competentissima giuria del Friulano&friends, ho scelto di accompagnare il tutto con il Sauvignon Villa de Puppi, http://www.depuppi.it - solo all'apparenza convenzionale, ma che appena apertosi a dovere mi ha sorpreso per le suadenti ed evidenti note di pomodoro, e per la giusta acidità, il mix perfetto per non scompaginare al palato tonno, prosciutto e burrata. |