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“TERRE NOBILI” E IL SUO CARIGLIO: ECCO LA CALABRIA INESPLORATA |
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Scritto da Eustachio Cazzorla alle 21.12
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mercoledì 10 ottobre 2007 |
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-email ricevuta il 10-10-2007 alle 13.47 - Carissimo Eustachio, desidero comunicarti che, durante la manifestazione "Viva Italia Show" svoltasi a Londra da 5 al 7 ottobre il vino Cariglio 2006 è stato premiato con la medaglia d'oro!Viva la Calabria con i suoi colori, i suoi sentori e con i suoi vini!!! A presto. Lidia  L'aglianico di Alarico
EUSTORISPOSTA - Mi scrive Lidia Matera, agronoma della sua cantina Terre Nobili in Calabria. L’ho conosciuta tramite la rete, lei è in una zona splendida, fuorimano forse, ma in una natura che dire incontaminata è poco. E purtroppo vi manco da tempo. Si chiama Montalto Uffugo, qui è nato il Leoncavallo che scrisse i testi di “La Cavalleria rusticana”. Terra pregna di sole e colline che anticipano le alture della Sila. Un territorio, che guarda il mare e che con i suoi sbalzi termici (siamo fra i 200 e i 350 metri sul mare) che Dio sembra aver fatto apposta per grandi vini, con terreni poveri ma di grande mineralità. La senti al naso, nel vino, che restituisce nel “nettare della terra” tutta la personalità di un suolo e di chi sopra v’insiste. Non mi stupisce dunque che il Cariglio (magliocco 80% merlot 20%, il mio purtroppo non l’ho ancora aperto) abbia vinto una bella menzione extramoenia. Ho aperto invece l’Alarico (la storia già nel nome, l’invito a riscoprirla) rosso d’inchiostro, impenetrabile e denso di colore, con la particolarità, al naso, di eleganti note erbacee di felce tagliata. I frutti rossi di bosco sono le giganti more della Sila, la chiusura è una lunga scia speziata frammista a rabarbaro, pepe nero e grafite di equilibrata mineralità che rincalza la vena sapida. L’entrata è vigorosa, i tannini si allineano in bocca in un tocco severo mai arrogante che chiude ridondante. Il Santa Chiara (greco Bianco 80% e 20% chardonnay) – patrona della tivù e lasciatemi scherzare, dei videosommelier! - dagli eleganti riflessi dorati, incanta con l’annuncio d’incenso da turibolo che fanno da contrappunto alle note minerali di fondo, frutta a polpa bianca, legno di cedro finissimo, la pera e il corbezzolo maturo chiudono un quadro che riassume nel vino i prodotti di una Calabria che incanta. Un grazie a Te Lidia (al Tuo enologo di rango Mario Ercolino) e al Tuo Vino frutto dei Tuoi sacrifici e di tanta cura (ci vuol coraggio anche nel tagliare e lasciare al suolo i grappoli a fine agosto per concentrare gli aromi dei rimanenti). Il Tuo impegno si vede, si legge, si beve, si sente, si evolve, tenace, come Te. C’è, ma non cercatela troppo sulle guide, o nell’elenco dei vini vip da premiare. Meglio, se si può, andare a trovarla, dalla cantina alla sala degustazione tutto è a misura, di Lidia. |