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MANUELA PIANCASTELLI E IL PALLAGRELLO? DEI FUORILEGGE SENZ’ALTRO! PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulia Cannada Bartoli alle 10.00   
domenica 25 maggio 2008

EUSTOCOMMENTO – Il titolo è chiaro, l’avrete inteso, è provocatorio e risponde a questa comunicazione paradossale per i fatti narrati, che mi ha fatto la sempre attenta Giulia da Napoli. Perché non è possibile che per la solita burocrazia lenta ed elefantiaca ci vada di mezzo il produttore, il lavoratore della terra. Con una multa salata, di questi tempi che l’economia è ferma, lo sfuso più dell’imbottigliato e non sappiamo cosa accadrà delle Cantine italiane se andiamo avanti di questo passo. A Manuela e suo marito Peppe è successo quello che secondo me non doveva accadere.

Già in altre occasioni, dei produttori mi avevano parlato del problema del non poter mettere in etichetta IGT il nome del vitigno. Una legge, mi perdoni il legislatore, becera, soprattutto perché di questi tempi in cui il consumatore vuol sapere tutto del vino che beve, sembra che siamo fermi agli anni ’60 quando del vino sapevamo solo se fosse stato Bianco o Rosso. E allora da bevitore informato vorrei sapere almeno che vitigno mi han messo in bottiglia, ma anche sui vini da tavola perché no. E allora, che sia facoltativo per il produttore indicarlo in etichetta, come la percentuale di solfiti per intenderci (non mi basta la menzione lapalissiana “contiene solfiti”). Visto che poi il vino lo paga il consumatore finale, che sia lui poi a scegliere. Questa multa, non sta a me dirlo, ma non rende onore ai premi e all’impegno enoico di sempre di Manuela e suo marito. Della mia solidarietà se ne fan poco. Ma dell’augurio e invito a porre rimedio da parte di chi ne ha le responsabilità, forse questo serve di più. Pallagrello, per sempre.

NOTA DI GIULIA CANNADA DE BARTOLI SULLA QUESTIONE PIANCASTELLIIl vino perfetto? È fuorilegge!
23/05/2008
riporto volentieri, l'intervento integrale letto da Manuela Piancastelli, titolare con il marito Peppe Mancini di “Terre del principe”, al termine della conferenza stampa di Vitigno Italia svoltasi con l'assessore regionale a Palazzo Santa Lucia e pubblicato da www.lucianopignataro.it il 23 maggio scorso. quando si parla del Sud difficile, dei motivi per cui tante cose non vanno come dovrebbero, si pensa a chissà quali grandi ostacoli da superare: in realtà il punto è che basterebbe essere seri nei piccoli gesti quotidiani per incidere positivamente nella realtà. Il fatto è incredibile nella sua banalità sconcertante: il vino premiato e ipercitato in Italia e nel mondo è fuorilegge per colpa dei ritardi burocratici. Chi lo spiega ad un buyer straniero che nel nostro paese avere una multa dalla repressione frodi non significa aver adulterato il prodotto, non significa essere un imbroglione, ma solo vittima sacrificale di un sistema dove spesso chi ci lavora esercita il privilegio discrezionale della scelta invece di sentirsi al servizio del cittadino che con le proprie tasse, gli paga lo stipendio? Se chi lavora onestamente è perseguitato dalla burocrazia perchè meravigliarsi della spazzatura per strada e della forza della camorra?

DISCORSO DI MANUELA PIANCASTELLI
”gentili signori,
ringrazio vitigno italia per aver premiato come “vino perfetto” le nostre serole pallagrello bianco.
è importante che il ruolo fondamentale dei vitigni autoctoni sia sottolineato da un salone che punta sulle differenze e ringrazio anche la Regione Campania per averci chiamato a rappresentare l’eccellenza della filiera enogastronomica in un importante convegno alla facolta’ di economia e commercio, a marzo 2008. e di averci premiato – insieme col Ministero delle Politiche Agricole - come benemeriti dell’Agricoltura, col Cangrande della Scala, per la riscoperta del Pallagrello e del Casavecchia. Ma tutti voi avete premiato un vino abusivo! Chi conosce la storia del pallagrello, sa che questa è indissolubilmente legata a noi, a mio marito Peppe Mancini in particolare. eppure ieri siamo stati oggetto di una pesante sanzione amministrativa addirittura da parte della repressione frodi perché usiamo la parola Pallagrello sull’etichetta dei nostri vini. Perché dovremmo scrivere genericamente Bianco igt o Rosso igt Terre del Volturno e la tutela del consumatore? Si parla tanto di trasparenza ma chi la pratica è punito la realtà è che la Regione Campania in 4 anni non si è attivata per modificare il disciplinare IGT Terre del Volturno per consentire l’uso in etichetta del nome del vitigno. La spiegazione assurda era che, poiché era in corso di esame il disciplinare della DOC del pallagrello, era superfluo modificare quello dell’IGT 2 anni fa un comitato di produttori, stanco di aspettare i tempi della burocrazia, visto che nel frattempo la doc era ferma, si è attivato per apportare la modifica all’igt.
Modifica alla fine ottenuta, solo poche settimane fa, quando al Ministero è stata approvata definitivamente la modifica del disciplinare che consentiva al Pallagrello di apparire in etichetta.
Sulla prossima g.u. sara’ pubblicata tale modifica.
Nelle more è piombata la repressione frodi. Un episodio vergognoso e gravissimo non tanto per noi ma per una Regione Campania che dice di puntare sui vitigni autoctoni e che fa della diversità la propria carta vincente sui mercati internazionali. Non si tratta solo di una responsabilità burocratico amministrativa ma di una gravissima colpa politica e morale tenuto conto che se oggi si parla di questa zona della campania e di caserta lo si deve esclusivamente alla nostra riscoperta di questi vitigni e al nostro impegno imprenditoriale su cui sono stati spesi fiumi di inchiostro da parte della stampa di tutto il mondo questa mia è una denuncia precisa, anzi un’autodenuncia perché Peppe ed io vogliamo essere multati per tutto quello che abbiamo fatto finora per il Pallagrello e per la Campania avendo usato sin dal 1997 il nome Pallagrello sulle bottiglie e avendo dedicato – come tutti sapete - a questo progetto le nostre vite.
Manuela Piancastelli
www.terredelprincipe.com


cordiali saluti
Giulia Cannada Bartoli
www.leofficinegourmet.it


Betty Mezzina alle 11.28 del 25/05/08Caro Eustoecco la notizia che ti avevo annunciato ieri pomeriggio durante la bellissima manifestazione Dolce Puglia. Piena solidarietà da noi della Puglia a Manuela Piancastelli e Peppe Mancini di Terre del Principe. W il loro Pallagrello!

 


Da Vittorio Cavaliere lunedì 26/05/08 alle 11.44“Caro Eustachio,grazie per le sempre puntuali comunicazioni, sono davvero dispiaciuto per quello che è accaduto ad Emanuela e Peppe, che mi onoro di avere come amici. Un grosso in bocca al lupo ad Emanuela e Peppe e speriamo che il loro contrattempo non solo venga risolto ma serva davvero a fare chiarezza legislativa.Cari saluti.Vittorio” 

 


Da Lidia Matera, Terre Nobili, giovedì 29/05/08, alle 8.29 “Caro Eustachio,sono rimasta senza parole all'or quando ho letto l'articolo in merito all'azienda Piancastelli.Purtroppo, per riportare il nome dei vitigni in etichetta, occorre apportare una modifica sul disciplinare ed i tempi tecnici, per il recepimento della modifica stessa da parte del Ministero, sono molto lunghi! Certo è che in un momento come questo, dove il consumatore vuole sapere quante più informazioni possibili su ciò che acquista, sarebbe opportuno rendere, questa informazione, tra le aggiuntive e facoltative da applicare in etichetta o in retro etichetta.Il problema grosso però è che solo le doc, possono fregiarsi del nome del vitigno senza incorrere in sanzioni, pertanto è necessario provvedere alla modifica del disciplinare includendo anche qualche altra menzione tipo: superiore, ecc.. poichè, per le IGT, non è previsto poter scrivere termini laudativi in etichetta se non previsti dal disciplinare.Purtroppo, la nostra legislazione è assai piena di lacci e lacciuoli che, talvolta, rendono difficile la vita di coloro i quali vivolo ed operano nel nostro settore.Un caro abbraccio,Lidia” 
 
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| © Eustachio Cazzorla-giornalista e sommelier 2006 | design by rengraf |