|
[POST LINKATO DA WINETUBE] Gran bella serata quella del 16 ottobre a Noci (BA) presso il ristorante "I Nusce", che vuol dire appunto "le noci" in dialetto locale, ove si è tenuta la "verticale" di sei annate del "Carato Venusio" della cantina di Venosa (PZ). L’evento è stato organizzato dall’associazione ProPapilla, la stessa di “Radici”, con la regia del grande e inossidabile/instancabile, inarrestabile Nicola Campanile.
A fare gli onori di casa l’affascinante direttore del locale, la signora Maria La Forgia, donna di grande cultura che è un piacere ascoltarla, oltre che a guardarla, quando parla di Noci, con le sue tradizioni, e di… noci, con il suo nocino 24 per 3 (si macerano 24 noci per 24 giorni il giorno 24...). I calici sono sistemati, sei per postazione, nel lungo tavolo da 30 posti e vengono riempiti man mano in ordine di annata. Nel frattempo, Enzo Scivetti e Pasquale Porcelli intrattengono gli ospiti con la presentazione sul vitigno, sulla zona di produzione e sulla azienda vinicola. Si inizia la degustazione e tra il millesimo 1994, il 1997, il 1999, il 2001, il 2003 ed il 2004, è stato il secondo a metter d'accordo un po' tutti i presenti per classificarlo come "eccellente". Un ottimo esempio di aglianico: grande complessità di profumi, tra i quali tostato, frutta nera in confettura, pietra lavica, in bocca caldo, finemente tannico e ancora abbastanza fresco per la sua età. Comunque, tranne per l'ultima annata, ritenuta ancora troppo giovane e quella del 1999 della quale il sottoscritto, ma non solo, ha avvertito qualche "puzzetta" di troppo [nde, ho sempre diffidato dalle bottiglie tutte uguali annata dopo annata, se a priori sapessimo che nessuna bottiglia può avere un minimo difetto mi preoccuperei], si può dichiarare tranquillamente ad alta voce che sia stata una emozionante sfilata di calici. Quindi è, mi sembra, azzeccata la definizione dell’aglianico del Vulture come “il Barolo del Sud”. La straordinaria tenuta dell’annata 1994 conferma che l’aglianico è un vino che può reggere bene nel tempo e a volte migliorarsi. Per avere l’idea del tempo che è passato, la mia mente scorre all’indietro e mi rendo conto che in quell’anno, a settembre, proprio nel periodo della vendemmia di quel vitigno, mi stavo sposando, avevo qualche capello in più in testa, qualche ruga in meno e soprattutto indossavo la taglia 48!. I vini sono stati messi in libero abbinamento alla cucina proposta da due giovanissimi ma bravissimi chef Francesca Lari e Donato Cangelli, che hanno preparato piatti con prodotti tradizionali pugliesi magistralmente elaborati con grande inventiva. Su tutti le “orecchiette del Tavoliere al ragù di agnello e ricotta liquida” e la “pancetta di maiale della vendemmia e funghi fritti con cotto di fichi”. Superlativi anche i due "macaron", uno all'olio extravergine d'oliva pugliese e l'altro all'aglianico.Del resto, il cartello all’entrata del comune murgese recita: Noci, città dell’enogastronomia. Qui si è tenuta da poco la sagra del fungo, con grande successo, mentre a novembre e a dicembre gli appuntamenti da non perdere sono, rispettivamente, “Bacco nelle gnostre – vino novello e caldarroste in sagra” e “Pettole nelle gnostre e cioccolato in sagra”. Nonostante l’importanza dell’evento, al quale ha partecipato addirittura il sindaco di Noci Piero Liuzzi, ovviamente il padrone di casa, il senatore Nicola Putignano, il clima è stato quello solito, infromale, mai noioso, con approfondimenti culturali ma anche qualche battuta spiritosa; e non poteva essere altrimenti quando, oltre ai citati curatori, tra gli invitati c’è l’Eustachio delle Puglie [omissis, troppi complimenti…], giornalista di spiccata cultura e passione per l’enogastronomia, ma dotato anche di grande umanità e simpatia. Una serata che ha appagato il gusto, l’olfatto, la sete di cultura, lo spirito, le emozioni e i ricordi. Mentre ero sulla strada di ritorno verso casa, offuscato dalla insistente nebbiolina, per un istante mi è assalito un dubbio: mi trovo nelle Murge baresi o nelle Langhe albesi? L'associazione Propapila ha in programma altre tre veticali, da non perdere: Negroamaro, Primitivo e Nero di Troia. Le date e le sedi sono da definirsi. Cordiali saluti. Paolo Bargelloni |