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Noci (Ba) - Sagra dell’asparago selvatico 23/24/25 aprile 2010, Parco Giochi (sulla strada per Gioia del Colle). Nata quasi come una scommessa, oggi si accredita sempre più come uno degli appuntamenti fissi del già ricco calendario di manifestazione di Noci. Stiamo parlando della sagra dell’asparago selvatico, giunta alla sua seconda edizione e promossa dalla locale associazione “La compagnia del fungo”, presieduta dall’attivissimo Pino Leone.
Una tre giorni di iniziative, ma soprattutto di tanta gastronomia nel segno della più autentica tradizione. “ La sagra – tiene a sottolineare Pino Leone – è una opportunità per valorizzare il territorio murgiano così vivo e integro. Ma allo stesso tempo, attraverso la sua conoscenza, puntiamo sempre più alla sua salvaguardia”. Ed per questo motivo che l’associazione “La Compagnia del Fungo” ha voluto coinvolgere altre realtà importanti (Slow Food e l’associazione MurgiAmbiente”, che da tempo sono impegnate in azioni di carattere naturalistico e didattico. Infatti, per esempio, grazie alla loro collaborazione, il giorno 21 aprile p.v., l ’asparago sarà presente a “Mangiar sano, dalla terra alla tavola”- Scuola Positano. Nel corso dei tre giorni di sagra sono previste passeggiate, escursioni a caccia del prelibato frutto, visite nel centro storico e laboratori per la conoscenza dell’asparago e dei rettili presenti sul territorio. Ovviamente, tra gli stand, sarà possibile degustare menù interamente dedicato all’asparago selvatico, che sarà impiegato in un ricettario che riprende tutta la genuinità della cucina murgiana.La manifestazione è patrocinata dal Comune di Noci e dalla Provincia di Bari.Appuntamento a Noci, per i giorni 23/24/25 aprile, presso il Parco Giochi (sulla via per Gioia del Colle) per conoscere ed assaporare uno dei più gustosi e salutari tesori spontanei che la natura ci regala.Info: Presidente Pino Leone / cell. 347 0107096 Eustachio Cazzorla MONOPOLI - Ladri d'auto in fuga e finale in tragedia. Uno dei due infatti evita le manette, ma paga purtroppo con la vita la sua imprudenza. Aveva cercato la fuga protetto dal buio, nelle campagne al confine con il territorio di Polignano a mare, proprio all'altezza di Torre Incina, dopo aver abbandonato in piena Statale 16 l'Opel Astra appena rubata in città nel parcheggio di un supermercato alle spalle della chiesa del Sacro Cuore. I due malviventi in fuga, intorno alle 21 di lunedì, hanno subito scavalcato lo spartitraffico, e due barriere di protezione per saltare sulla vicina complanare ma uno dei due non si è accorto, nell'oscurità, di essere su un cavalcavia. È sceso per 5 metri su un piano inclinato con cespugli e folta vegetazione e non ha fatto in tempo ad accorgesi che sotto i suoi piedi non c'erà più nulla da calpestare e si è ritrovato nel vuoto. Un salto di una decina di metri senza ostacoli e senza possibilità di scampo. Nicola Naglieri, 30 anni, sorvegliato speciale di Bitonto, è così morto sul colpo. Al suo fianco i Carabinieri hanno ritrovato alla base dello strapiombo una borsa con due centraline per auto che conferma il tentativo di furto della Opel. Del complice nessuna traccia. Tutto ha avuto inizio l'altra sera, quando il nucleo radiomobile dei Carabinieri è stato allertato da una chiamata al 112 che indicava una Opel Astra station vagon sospetta sulla via per Conversano, ferma, senza chiave nel quadro ma con il motore acceso. Giusto il tempo per verificare che si trattava di un'auto rubata poco prima nei pressi dello Stadio, che in quello stesso luogo è sopraggiunta un'altra macchina identica ma con due uomini a bordo. Dopo aver rallentato, alla vista dei militari ha ripreso velocemente la corsa imboccando la Statale in direzione Bari. Questione di attimi, i Carabinieri hanno deciso per l'inseguimento dell'auto sospetta la cui corsa si è fermata dopo circa 4 chilometri sul ponte di Torre Incina. Lì i Carabinieri della locale Compagnia diretta dal Maggiore Francesco Rastelli hanno trovato pericolosamente ferma a fari spenti l'auto, sul curvone di Cala Corvino, nella corsia di sorpasso. Ai Carabinieri non è rimasto che mettere al sicuro l'auto e cercare nelle campagne gli occupanti fino alla macabra scoperta intorno alle 22.30 in fondo al burrone. Dopo il recupero della salma, solo grazie alle impronte digitali è stato possibile ricostruire le generalità del cadavere privo di documenti di riconoscimento. Del complice si sono perse le tracce. Gli investigatori non confermano e non smentiscono, ma c'è chi giura che presto potrà essere presto affidato alla Giustizia.
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