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Una "sigaraia" (leggi, donna che fa i sigari) alla 43esima Mostra dell'Artigianato di Monopoli. Davvero una bella esperienza vederla al lavoro. Nel frattempo prosegue la degustazione di sigari toscani, con Paride Cimbalo le prime sere, poi con Marco Starace fino a domani sera e da venerdì con il delegato Ais Napoli Tommaso Luongo fino a domenica 18 luglio 2010. Esperti dell'Ais Campania giunti appositamente da Partenope per spiegare qui, nell'Apuilia altrettanto felix, i segreti del sigaro. Ho fumato con loro il Modigliani, l'avevo già provato in anteprima ad aprile, dono dell'amico Paolo Formica. Un sigaro nuovo, morbido, piacevolissimo, lo consiglio agli over 18 anni ovviamente, senza aspirare (il fumo del sigaro è stranicotinizzato, fa molto male se aspirato!) in abbinamento a un distillato, birra artigianale, acqua. Qui di seguito il mio pezzo sulla sigaraia. Buona lettura.
MONOPOLI (Bari) - Maschilisti arrendetevi, il sigaro lo potete fumare anche voi, ma ve lo confezionano soltanto le delicate mani di attive pulzelle, non maschietti per intenderci. Parliamo del "sigaro toscano", l'italiano per eccellenza, lungo quanto una matita con estremità sottili e un po' spanciato a metà. Fatto a macchina, ma nelle versioni più pregiate, dalle preziose mani di 30, dico 30 e non di più, sigaraie in tutta Italia.
Sono toscanissime e selezionate (proprio come si fa con i sigari!) e assunte solo dopo 18 mesi di prova quando hanno pienamente dimostrato la loro abilità nel rullaggio delle foglie di tabacco. In media realizzano 550 sigari al giorno. Un lavoro che a Cuba è leggendario, e non a caso si favoleggia che i sigari dell'isola venissero rullati sulle cosce scoperte delle vergini del posto. Il francese Pierre Louÿs delle prime lavoratrici del tabacco in Spagna scrisse che "la maggior parte delle ragazze lavora con i seni scoperti, vestite solo di una gonna di tela arrotolata sulle cosce". Colpa del caldo, come quello di questi giorni, ma non sognatevi di ritrovarvi davanti a simil scena in queste sere d'estate nella piazza del centro dove in occasione della 43esima Mostra dell'artigianato è giunta espressamente dalla Manifattura tabacchi di Lucca una sigaraia con il suo banco da lavoro e che realizza sigari a mano seduta stante. Sul banco, un mucchietto di mezze foglie di tabacco Kentucky americano per l'involucro esterno, da arrotolare dopo una spennellata di colla d'amido di mais su un ripieno d'identico tabacco ma trinciato. Ed ecco rinnovato il miracolo del sigaro, partorito da mani esperte, appannaggio fin da personaggi come Garibaldi, Gabriele D'Annunzio, Giacomo Puccini, Gianni Brera, Mario Soldati e non ultimo Clint Eastwood che con quella barba incolta e quel Toscano fra le labbra divenne ben presto l'icona western del vero duro. Roba per soli uomini? Non è detto, il sigaro lo fumano le stesse sigaraie ed abbinato a un distillato, vino, birra, spumante è una moda in crescita fra le donne. Al pari degli uomini anche loro, secondo la sigaromanzia, possono essere giudicate chiacchierone, ragionevoli, decise, scettiche, a seconda di come impugnano il sigaro. Parità è fatta? |