ANGELO MACI, DIFENDIAMO L’ALBERELLO COME L’ULIVO SECOLARE
Scritto da Eustachio Cazzorla alle 18.34   
sabato 27 gennaio 2007

CELLINO SAN MARCO - «Così come è stato riconosciuto – ha commentato il Presidente di Cantine Due Palme, l’enologo Angelo Maci duratne l’assemblea dei soci della Cantina Due Palme di Cellino San Marco - per gli ulivi secolari e monumentali di Fasano e Ostuni, per l’oasi di Torre Guaceto e per la Murgia barese, anche il nostro alberello pugliese va tutelato, salvaguardato e incoraggiato con un contributo annuale per ettaro, da corrispondere al viticoltore in quanto incentivo per la conservazione del patrimonio paesaggistico e non in quanto mero sussidio”.

Pertanto, Maci ha suggerito ai soci riuniti in Assemblea di iniziare a concedere un incremento di prezzo, a partire dalla prossima campagna viticola, sulle uve prodotte da vigneti ad alberello. La politica viticola operata nell’ultimo ventennio, infatti, con la prima ondata di estirpazioni pilotate dall’Unione Europea ha prodotto il paradossale risultato dello spostamento delle stesse superfici vitate in un altro angolo del globo e oggi si propone una nuova raffica di estirpazioni senza che a ciò corrisponda una regolazione dei nuovi impianti nel resto del mondo. Per anni si sono ripetuti aiuti al reimpianto dove la Regione Puglia ha deliberatamente escluso dall’accesso ai finanziamenti gli impianti allevati ad alberello. “Se così fosse, avremmo di fronte a noi – ha lamentato Maci - un paesaggio viticolo depauperato e omologato, fotocopia di quello del Nuovo Mondo e ai nostri importatori non saremmo più in grado di narrare la nostra storia. Credo che sia giunto il momento di riconoscere incentivi ai viticoltori che scelgono di non abbandonare i vigneti allevati ad alberello. Sono consapevole del fatto che a molti tutto questo apparirà clamoroso: l’Unione Europea concede incentivi all’estirpazione, mentre io rivendico che ce ne siano – e a buon diritto – verso chi conserva le tradizionali modalità d’impianto. Ma come Vice Presidente del Consorzio di Tutela del Salice Salentino Doc – ha concluso il Presidente Maci - ho il dovere di contribuire alla difesa della dignità di un territorio che ha una storia, una genealogia e un lignaggio nella coltivazione della vite”.La Cantina di Cellino San Marco dichiara l’incremento del fatturato pari al 28,8 % rispetto all’anno precedente. Prodotti e vinificati 145.594,04 quintali di uve con grado zuccherino medio di cantina pari a 17,75° per un totale montegradi di 2.584.144,24. Incremento medio del prezzo di liquidazione tra il 5 e l’8%, a seconda della scala economica di valutazione delle uve, e soprattutto crescita sostanziale del 18% dell’indice di liquidazione del negroamaro comune che rappresenta il 45% dei conferimenti. Valore netto delle immobilizzazioni immateriali e materiali passato da 3.264.007,00 euro a 5.637.239,00 euro dell’ultimo esercizio. Ben 862 soci per 1.200 ettari di superficie vitata. Davvero un colosso del negro amaro vinificato in qualità. L’ho degustato proprio ieri sera un Selvarossa, intrigante per frutti rossi e marasca prossima alla confettura, lieve nota minerale, finemente grasso al palato con trama tannica avvolgente, pienamente compatibile con piatti a base di carne (ero al Fornello Leoci di Monopoli con amici). Una sintesi del piacere del bere il vino. La sua persistenza al palato ricorda l’eco dei contadini fra i filari di vigneti splendidi in quel di Cellino.Ma torniamo ai numeri del bilancio di Cantine Due Palme di Cellino San Marco presentato all’assemblea dei soci. Risultati ancora più positivi in considerazione dello scenario internazionale di riferimento: il consumo di vino nell'Unione Europea sta scendendo di 750.000 hl all'anno, al  tasso dello 0,65%; le eccedenze totali di vino sono di 15 milioni di ettolitri, pari all’8,4% circa della produzione di vino dell’UE; per smaltire il 15% circa della produzione di vino ogni anno i produttori fanno ricorso alla distillazione; le giacenze di vino, che superano l'equivalente della produzione di un anno, stanno aumentando, con poche prospettive di smaltimento; la pressione al ribasso sui prezzi e sui redditi dei produttori oggi preoccupati per il loro futuro e l'impennata registrata dalla produzione e dalle vendite di vini del nuovo mondo evidenzia la necessità che i vitivinicoltori europei diventino più competitivi. “I risultati raggiunti – ha commentato il Presidente di Cantine Due Palme, l’enologo Angelo Maci – ci devono riempire di soddisfazione. Il nostro punto di forza è e deve continuare ad essere la qualità, lo stretto legame tra il nostro vino ed il territorio, la storia e la cultura della nostra terra. Per questo dovremo proporre e appoggiare con forza un progetto di salvaguardia e promozione del vigneto ad alberello. Siamo consapevoli che i costi di gestione – ha aggiunto - per portare a produzione un vigneto ad alberello superano di gran lunga i ricavi e che la riconversione in molti casi è indispensabile. Pensare che in Australia sono sufficienti appena 50 ore di lavoro meccanizzato per gestire un ettaro di vigneto, mentre nei nostri territori italiani sono necessarie anche mille ore di lavoro, ci fa riflettere su che tipo di concorrenti abbiamo in ambito mondiale».